Parrocchia Sant'Antonio di Padova, Viale Trento 63900 Fermo(FM) Tel 0734/229007 Fax 0734/217143 Email checcomonti@gmail.com

News parrocchiali

Vita del Santo
Data pubblicazione : 12/06/2019
Foto sommario

SANT' ANTONIO DI PADOVA

Appena trentasei anni durò la sua esistenza terrena. Nacque nel 1195. I primi quattordici li trascorse nella scuola episcopale della sua città, Lisbona. A quindici anni chiese di entrare tra i Canonici Regolari di Sant’Agostino. La sua non fu una vocazione forzata, poiché quel giovane sapeva quello che voleva: servire sinceramente il Signore, dedicarsi con dedizione totale allo studio delle Sacre Scritture ......

SANT' ANTONIO DI PADOVA

 

Appena trentasei anni durò la sua esistenza terrena. Nacque nel 1195. I primi quattordici li trascorse nella scuola episcopale della sua città, Lisbona. A quindici anni chiese di entrare tra i Canonici Regolari di Sant’Agostino. La sua non fu una vocazione forzata, poiché quel giovane sapeva quello che voleva: servire sinceramente il Signore, dedicarsi con dedizione totale allo studio delle Sacre Scritture, tanto che, quando si sentì disturbato da frequenti visitazioni di amici, chiese di essere trasferito a Coimbra, a 170 km di distanza.

 

Nel frattempo, ad Assisi, Francesco intraprendeva con i suoi primi compagni un’e­sperienza di vita completamene ispirata al Vangelo ottenendo, nel 1210, l’approva­zione dal Papa Innocenzo III. Fernando ne venne a conoscenza incontrando a Coimbra i primi missionari Francescani diretti in Marocco. E’ un amore a prima vista, atteso da tempo.

La semplicità evangelica di quegli uomini, tutto Vangelo allo stato puro, mette in crisi il mondo clericale pieno di intrighi e di arrivismi sfacciati, contrari al Vangelo.

In quella circostanza il giovane Fernando sperimenta un anelito nuovo: quello di an­nunciare il Vangelo ai popoli pagani, anche a rischio della vita.

 

Lascia il nome di Fernando e diviene frate Antonio, seppellendo il suo mondo di cul­tura, di studio, di monastero: la strada sarà da quel momento in poi la sua stabile di­mora.

Egli bruciava dal desiderio di morire martire nella terra dei Saraceni; finì invece con l’essere bruciato dalle febbri. Infatti, non sempre i desideri, anche i più santi, sono volontà di Dio.

Rivide allora i suoi progetti, anzi imparò che l’unico progetto vero è quello di mettersi nelle mani di Dio. Sulla via del ritorno, infatti, una fortissima tempesta di venti lo sospinse verso la terra di Sicilia, in Italia, il paese che diventerà definitivamente la sua casa.

Fu ad Assisi il 30 maggio 1221, al capitolo indetto da Francesco in cui si radunarono circa 3000 frati tra cui Francesco stesso e Chiara. Nessuno si accorse di Antonio. "L’Arca del testamento, la Penna dello Spirito Santo" (come fu chiamato), scelse il silenzio più assoluto, non parlò mai né della sua pre­parazione né dei suoi studi. Gli passò accanto fra Graziano della Romagna lo raccolse come un uccellino im­plume e lo portò con sé nel romitorio di Montepaolo a celebrare la messa per gli altri frati e per un anno prestò i più umili servizi verso tutti.

 

Finalmente scoccò l’ora di Dio, che gli riservava la sorpresa più grande a Forlì: è il Settembre del 1222 quando Antonio venne sollecitato a prendere la parola in as­senza del predicatore ufficiale per un rito di ordinazione: fu come un fiume che ir­rompeva, tutti rimasero sbalorditi per la sua conoscenza delle Sacre Scritture, per la sua sapienza accumulata in notti di riflessione e di preghiera.

A quel tempo contro gli errori e l’eresia non era sufficiente la semplicità evangelica dei seguaci di Francesco, ci voleva cultura capacità di controbattere gli errori sul piano dottrinale. Per questo Francesco lo salutò chiamandolo “mio Vescovo” e lo autorizzò a formare i frati.

 

Tra Antonio e la gente semplice scoppiò l’amore più tenero e misterioso.

Misterioso perché quel frate dotto, intelligentissimo – verrà riconosciuto dottore della Chiesa nel 1946 – era troppo lontano rispetto alla semplicità e all’ignoranza abissale del popolo, ma in quel caso la cultura del Santo era messa totalmente al servizio del Vangelo, la predicazione diventava missione. Antonio diventò per la gente un Vangelo vivente. Per rimproverare l’indifferenza degli uomini di fronte alla parola di Dio, radunò in riva al mare una moltitudine attenta di pesci e predicò la parola. Percorse le regioni del nord Italia e la Francia del sud.

 

Negli ultimi anni (1228 – 1231) si stabilì a Padova, ormai stanco e ammalato. Sapeva da tempo che sarebbe morto di lì a poco, ma si premurò di celare la fine im­minente per non recare troppo dolore ai confratelli. Colpito da improvviso collasso, il Santo espresse il suo ultimo desiderio: tornare nel convento di Padova. Quando stava arrivando su un carro trainato da buoi alle porte della città era ormai agli estremi. Cantò con i fratelli l’inno alla Vergine, poi le ultime parole: vedo il mio Signore. E morì.

 

Undici mesi dopo, il giorno di Pentecoste, il 30 maggio 1232, il Papa Gregorio IX, lo stesso che aveva canonizzato Francesco d’Assisi, nel duomo di Spoleto lo proclamò Santo. Mai nella storia della Chiesa ci fu un processo di canonizzazione così rapido deter­minato dai tantissimi miracoli che cominciarono a fiorire fin dal giorno dopo la sua se­poltura, sulla sua tomba.

 

Preghiera al Santo Protettore

 

Chiediamo Vita eroica - O glorioso Antonio, Santo veramente innamorato di Dio: fin dalla giovinezza ti consacrasti alla pratica della pietà e della penitenza nell'Ordine di San Francesco: animato dal desiderio di salvare le anime, ti portasti in Africa nella speranza di incontrarvi il martirio. Vedi come noi, al contrario, siamo timorosi di ogni più piccola mortificazione: concedici che, se non sappiamo ardere dal desiderio del martirio, almeno sappiamo mortificare i nostri egoismi e le sregolate passioni, cercando in tutto solo la volontà del Signore.  Gloria al Padre ...

 

Chiediamo Umiltà - O glorioso Antonio, tu con molta attenzione fosti attento a tener nascosti i tuoi naturali talenti e, mentre eri innalzato da Dio, ti umiliavi agli occhi del mondo non preoccupandoti nemmeno del disprezzo degli uomini. Vedi come la nostra vanità ci faccia desiderare gloria ed onore: ottienici di considerare le nostre miserie e i nostri peccati. Fa' che, confusi alla loro vista, ci arricchiamo di quell'umiltà senza la quale non si può piacere a Dio e accettiamo con vera pazienza ogni persecuzione ed ogni prova, per guadagnarci il Cielo.  Gloria al Padre ...

 

Chiediamo Purezza - O glorioso Antonio, tu cercasti sin dai primi anni di non macchiare la tua purezza; così che la tua bell'anima, affascinando i cuori, traspariva dal volto e dagli atti composti della tua persona. La tua castità ti ottenne il celeste favore di poter stringere fra le braccia il bambino Gesù che predilige proprio le anime semplici e pure. Ma quanto purtroppo, fra tante tentazioni, noi siamo diversi da te! Dona a noi la tua protezione, perché veniamo preservati dal mondo e, odiando il peccato, evitiamo l'eterna rovina. Da questo momento promettiamo di volerci convertire e tu, col tuo patrocinio, impètra per noi l'eterna salvezza. Gloria al Padre ...

 

Chiediamo Abbandono alla volontà di Dio - O glorioso Antonio, tu, appena ti sentisti chiamato da Dio, ne assecondasti l'invito abbandonando ogni cosa e ne zelasti la gloria con un annuncio dalla forza straordinaria. Hai convertito i cuori più duri con grandi miracoli, predicendo cose future e beneficando gli stessi nemici con grande cristiana carità. Con quanta superficialità noi invece trascuriamo le ispirazioni divine, abusando della misericordia del Signore! Concedici che, d'ora innanzi, non cadiamo più in tale pericolo, ma accesi di zelo nel servire il Signore, trattiamo con cristiano amore tutti i nostri fratelli, perdonando a coloro che ci avessero offeso e meritando così il perdono di Dio. Gloria al Padre ...

 

Chiediamo Morte santa - O glorioso Antonio, pur in una esistenza così breve, meritasti il cielo, e ti avviasti alla morte con la gioia nel cuore, ottenendo da Gesù e da Maria di essere da loro non soltanto avvisato della morte vicina, ma visitato e consolato nell'agonia. In essa ti fu concesso di pregustare il Paradiso, al quale anche noi ci avviamo. Ma la grazia di una morte santa e della beata visione non è concessa se non a coloro che vivono rettamente. Guarda tutti noi, devoti a te: concedici di saper combattere il demonio nostro nemico, ed ottienici il premio dei giusti cosi che, dopo aver sopportato le presenti traversie per amore di Gesù e di Maria, ci sia dato di morire nel Signore ed ottenere con te la gloria dei Santi. AMEN    Gloria al Padre ..

indietro
HTML 5 Valid CSS
Pagina caricata in: 0.021 secondi
Powered by Simplit CMS