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LA CROCE, UNICA GARANZIA DELL'AMORE
Data pubblicazione : 27/04/2019
Foto sommario

Siamo chiamati tutti ad essere testimoni della passione, morte e resurrezione di Cristo. Della sua Croce, che è segno dell'amore salvifico di Dio, dice S. Agostino: "Colui che ci ha creati, per permetterci di tornare a Lui attraversando il mare che ci separa da Lui, vista la nostra impotenza, ha mandato il Figlio a prenderci e trasportarci sulla sua nave, la Croce".  La Croce è dunque l'unico traghetto che ci aiuta, la tavola su cui possiamo attraversare il grande mare che solo apparentemente si tiene lontani da Dio padre.

 

LA CROCE

 

Siamo chiamati tutti ad essere testimoni della passione, morte e resurrezione di Cristo. Della sua Croce, che è segno dell'amore salvifico di Dio, dice S. Agostino: "Colui che ci ha creati, per permetterci di tornare a Lui attraversando il mare che ci separa da Lui, vista la nostra impotenza, ha mandato il Figlio a prenderci e trasportarci sulla sua nave, la Croce".  La Croce è dunque l'unico traghetto che ci aiuta, la tavola su cui possiamo attraversare il grande mare che solo apparentemente si tiene lontani da Dio padre.

 

Preghiamo.

Dio onnipotente, che per mezzo della croce e della risurrezione del tuo Figlio, hai donato la vita al tuo popolo, concedi che questi fratelli, che oggi sono stati segnati con il segno della sua croce, seguendo gli esempi del Cristo, attingano da essa la forza che salva e con l'esempio della loro vita ne rendano testimonianza. Circondati dalla vita e dalla grazia della nostra chiesa, diventino sempre di più capaci di imitare il Cristo tuo figlio nella vita, nella passione e nella croce, fino alla pienezza della Resurrezione.  Egli vive e regna nei secoli dei secoli. AMEN

 

 

 

LA CROCE, UNICA GARANZIA DELL'AMORE

 

“Come l'amore ci incorona, così ci crocifigge

e come  ci matura, così ci poterà.

Come sale sulla nostra cima

e accarezza i rami che fremono più teneri nel sole,

così discenderà alle nostre radici,

e laggiù le scuoterà dove più forti aderiscono alla terra.

Ci  accoglie in sé, come covoni di grano:

ci batte finché non saremo spogli,

ci staccia  per liberarci dai resti inutili,

ci macina per farci farina,

ci plasma finché non siamo cedevoli alle mani,

ci consegna al suo sacro fuoco,  perché possiamo divenire

pane sacro della mensa di Dio.”

 

(Gibran Kahlil Gibran)

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