Parrocchia Sant'Antonio di Padova, Viale Trento 63900 Fermo(FM) Tel 0734/229007 Fax 0734/217143 Email checcomonti@gmail.com

News parrocchiali

Piccolo pensiero della parrocchia ai suoi giovani studenti
Data pubblicazione : 06/10/2018
Foto sommario

Cari ragazzi, ancora all’inizio di questo Anno scolastico, vorrei dirvi alcune cose, semplicemente, solo per parlarvi, senza proporre soluzioni, ma per dare a tutti la possibilità di un “recupero” di dialogo anche all’interno della vostra Comunità ecclesiale.

Parrocchia S. Antonio di Padova – Fermo (parrocchiasantonio.org)

 

PICCOLO PENSIERO DELLA PARROCCHIA AI SUOI GIOVANI STUDENTI

 

Cari ragazzi, ancora all’inizio di questo Anno scolastico, vorrei dirvi alcune cose, semplicemente, solo per parlarvi, senza proporre soluzioni, ma per dare a tutti la possibilità di un “recupero” di dialogo anche all’interno della vostra Comunità ecclesiale.

 

Vi faccio alcune domande, a cui non dò certo io una risposta: la lascio a voi.

Avete la misura della vicinanza - lontananza o assenza da parte del mondo giovanile nei confronti della vita reale? Sapreste definire realisticamente un eventuale distacco? Quanto sapete della società in cui tutti viviamo? Quanta attenzione dedicate ad approfondire l’interesse per gli eventi normali o drammatici e provocatori che avvengono nel nostro paese e nel mondo? State seguendo le riforme in atto che vanno al cuore dell’economia della nostra gente, del futuro dei giovani e di milioni di poveri, italiani e venuti da lontano?

Come vi siete posti di fronte ai problemi reali che hanno colpito le popolazioni vicine a noi, ed anche alcune nostre famiglie, dal terremoto di due anni fa in poi, o di alcune persone sole che oramai solo la Caritas o altre associazioni intercettano?

 

Potrei porvi altre domande. Ma tutte sono in una: “qual è realmente l’interesse più grande, la speranza più forte che anima la vostra vita? Cosa cercate per voi e per tutti?”.

Per quanto mi riguarda, nei vostri confronti, io nutro ancora speranze “umane”, dentro ad una grande Speranza Cristiana. Vedervi finalmente emergere dal sonno profondo in cui siete stati condotti. Vedervi alzare lo sguardo in alto, oltre i vostri cellulari, di cui siete schiavi e dipendenti! Quanto desidererei vedervi parlare e dialogare tra voi ma anche in famiglia, piuttosto che essere sempre “connessi”! Visto che trionfa l’assenza di vere parole di confronto e di sentimento, quanto vorrei vedervi a passeggio sotto braccio con la ragazza o il ragazzo con cui state, dialogando tra voi! Quanto vorrei vedere “gruppi” veri, piuttosto che che gruppi di singoli isolati l’uno dall’altro! Non mi spiego il silenzio, la supina accettazione e la non reattività di fronte a cose che, in tempi di diversa sensibilità, provocherebbero forti reazioni: la situazione “del mondo”, le politiche giovanili, il disagio dei più poveri, e persino la situazione di insicurezza degli stessi edifici scolastici che vi ospitano … La scuola dovrebbe servire a capire, insegnare ad agire e motivare anche una sana e intelligente reazione, se occorre.

 

MA PRIMA DI TUTTO REAGITE … A VOI STESSI.   Rifiutate, gettate via tutto quello che rischia di alienarvi. Abbiate il coraggio di tornare alle cose vere, essenziali e semplici. Soprattutto: tornate alle grandi Parole che avete sicuramente ascoltato nella piccola o grande esperienza ecclesiale che avete fatto. Cercate di nuovo valori di alto profilo, per­ché solo questi hanno la forza di portare salvezza. Giustizia, Amore, Accoglienza, Rispetto della vita di tutti, Dialogo, Bene co­mune, Pace. Grandi parole che, gettate come pietre nello stagno del nostro immobilismo, possono creare scompiglio, un sano scompiglio!, ma sono anche pietre per costruire un mondo nuovo, pietre che possono essere anche pane, cibo, nutrimento per tutti, in questo momento di grande povertà di valori e di assenza di vera umanità a diversi livelli della nostra società, fino ai più alti.

OGNI PARROCCHIA PUO’ CERCARE, SE VUOLE, UN VERO DIALOGO CON VOI. LA VOSTRA PRESENZA, VICINANZA, CONDIVISIONE DI QUESTI IDEALI E’ CERTAMENTE UN CONFORTO PER ME E PER ALTRI. PER QUANTO MI RIGUARDA, CERCHEREMO DI DARE AI GIOVANI L’OCCASIONE SETTIMANALE DI INCONTRO OGNI VENERDì SERA, DOPO CENA, QUI IN PARROCCHIA. SE VOLETE  …

 

UN’ULTIMA COSA: CREDETE FORTEMENTE NEL VALORE EDUCATIVO DELLA SCUOLA. Per questo vorrei proporvi un’altra testimonianza: una lettera di Felice Signoretti, grande uomo ed educatore, Professore e Preside, premiato per uno dei suoi libri dall'Accademia dei Lincei.  E a te, un grande Grazie per esser giunto a leggere fin qui.

TESTIMONIANZA DEL PROF. FELICE SIGNORETTI

 

"Tornate all'impegno politico. Non lasciate che sublimi impostori o tenaci imbecilli si arroghino il diritto di governarci. Non delegate a costoro le scelte amministrative ed economiche". Lo aveva scritto Felice Signoretti quando ha lasciato la sua scuola per la pensione, il liceo delle scienze umane Laura Bassi di Bologna, nel 2012. Sei anni e cinque governi fa.Lo riprende oggi, perché dice "il messaggio, oggi, è ancora più valido", e dedica il discorso di allora ai ragazzi che siedono oggi tra i banchi a inizio di un nuovo anno scolastico. Felice Signoretti, 72 anni, professore e poi preside, a 36 anni, il più giovane d'Italia - prima a Venezia e poi a Bologna dove ha guidato il liceo Laura Bassi per 25 anni, è stato ed è rimasto punto di riferimento nel mondo della scuola bolognese. Anche se in pensione, non ha mai perso il "vizio" di essere un educatore.

 

Lo fa anche ora, con un messaggio postato in Facebook e già virale, per spronare i ragazzi a tornare a fare politica, ovvero ad occuparsi della cosa pubblica, degli altri, del mondo: "E' duro e difficile, lo so, in questo nostro Paese in cui il merito non viene in alcun modo premiato, pensare di poter vedere apprezzare la propria intelligenza e la propria cultura - scrive Signoretti nel messaggio - Ma occorre non cadere in questo orrido meccanismo, per cui gli impostori e gli imbecilli di cui parlavo si sono creati un Eden in cui possono spadroneggiare liberamente e impunemente, abbarbicati alle proprie poltrone e ai propri privilegi.

Occorre spezzare questo cerchio perverso: voi potete farlo, con il vostro coraggio e la propria determinazione. Non cadete mai nella tentazione del cinismo. Siate invece ingenui, tanto profondamente ingenui da credere che il mondo può essere cambiato e che è possibile sovvertire i biechi strumenti di uno stupido e arrogante potere".

Parole forti, l'invito alla non rassegnazione, a cambiare il mondo, a credere di poterlo fare. "La scuola in cui ho sempre creduto è quella di don Milani", spiega Signoretti, autore del volume "Scritti e interventi" (Editore Mannarino) dove è tracciato il suo pensiero pedagogico.

"Studiare non è solo una méta individuale, vuol dire avere i mezzi per impegnarsi dal punto di vista sociale e politico”.

E aggiunge: “vorrei che i ragazzi lo capissero, gliel'ho sempre detto da professore e da preside, non pensino che la politica sia fuori dalla loro vita. Tanto più ora devono tornare a farla con le armi della conoscenza, per affermare che il merito conta. I curriculum come quelli dei nostri governanti non sono cultura".

 

Signoretti, da vero professore cattolico, quando ha lasciato la scuola aveva salutato gli studenti citando Enzo Bianchi, il poeta Kavafis, Vecchioni e Tagore. Insegnante di italiano, latino, greco e storia dell'arte in cattedra dal '67, fu premiato per un libro su Ungaretti e Leopardi dall'Accademia dei Lincei («fu Pertini a darmi il riconoscimento»). Ha sempre interpretato la professione come servizio, per trasformare la società. Secondo Etica e con grande spirito di sacrificio. "Ognuno - dice ancora oggi - deve saper stare al suo posto e dare il meglio di se stesso". Il suo sogno? "Una scuola in cui la fatica del crescere e del sapere sia associata al senso compiuto della propria realizzazione, una scuola in cui non si premi la furbizia, il sotterfugio, l'ipocrisia, ma in cui ogni studente si senta valorizzato, in cui abbia valore la scoperta e l'avventura per arrivare al senso della vita per sé e per gli altri. Una scuola fatta di maestri".

 

(Se vuoi saperne di più, cerca su Google Felice Signoretti)

 

Domenica 7 ottobre 2018

don Checco Monti, parroco a S. Antonio

 

indietro
HTML 5 Valid CSS
Pagina caricata in: 0.021 secondi
Powered by Simplit CMS