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Eventi della parrocchia

LARGA SINTESI DELLA LETTERA PASTORALE DEL VESCOVO PER L’ ANNO PASTORALE 2015-2016
Data lunedì 28 settembre 2015
Foto sommario

Papa Francesco apre l’Anno santo l’08 Dicembre, solennità dell’Immacolata Concezione,

a 50 anni dalla chiusura del Concilio, evento che ha invitato la Chiesa tutta ad assumere lo stile della misericordia nel rapporto con il mondo.

Foto testo

Ho scelto la data dell’08 Dicembre perché è carica di significato per la storia recente della Chiesa. Aprirò infatti la Porta Santa nel cinquantesimo anniversario della conclusione del Concilio Ecumenico Vaticano II” (Misericordiae Vultus, n. 4). In questo anno è importante diventare consapevoli della misericordia che il Signore e i fratelli hanno usato con noi, per poterla poi condividere con tutti: “Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?” (Mt 18,33).

La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù.

Coloro che si lasciano salvare da Lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento. Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia.

 

1) Il Vescovo, nella Lettera Pastorale di inizio Anno Pastorale afferma:

“… La famiglia, luogo primario di relazioni in cui si apprende la grammatica della misericordia, è la vitale compagnia (da cum e panis = partecipe dello stesso pane) di persone dalle quali siamo stati nutriti, abbiamo imparato a chiedere scusa, siamo stati ricoperti di tenerezza nei momenti di maggiore fragilità, abbiamo ricevuto un’attenzione particolare nei momenti di difficoltà. È innanzitutto e soprattutto la “piccola Chiesa” in cui siamo stati perdonati “settanta volte sette” (Mt 18,22). In essa abbiamo appreso e intrapreso i primi percorsi di riconciliazione con le persone e con il mondo…  Non a caso due delle tre parabole della misericordia che troviamo nel capitolo 15 del Vangelo di Luca sono ambientate in una casa, simbolo anche della famiglia. Chi a noi è più intimo ci può ferire più di tutti, chi è più a noi vicino si può perdere e talvolta non ce ne accorgiamo; se non iniziamo nella casa a cercare chi si è perduto e non siamo pronti a far festa per chi vi fa ritorno, non saremo in grado di essere misericordiosi come il Padre con chi incontreremo nel corso della vita. … La prima realtà che può annunciare con efficacia e concretezza la misericordia a chi è ferito o perduto nel suo peccato, è proprio la famiglia, in particolare la coppia degli sposi cristiana: “Tutte queste situazioni (matrimoni civili, convivenze ...) vanno affrontate in maniera costruttiva, cercando di trasformarle in opportunità di cammino verso la pienezza del matrimonio e della famiglia alla luce del Vangelo. Si tratta di accoglierle e accompagnarle con pazienza e delicatezza. A questo scopo è importante la testimonianza attraente di autentiche famiglie cristiane, come soggetti dell’evangelizzazione della famiglia” (Sinodo dei Vescovi, Instrumentum Laboris, n. 101).

Seguiremo, pertanto, con attenzione l’Assemblea del Sinodo dei Vescovi e ci prepareremo nella preghiera in comunione con il Papa e la Chiesa tutta. Domenica 04 Ottobre, dopo l’Eucaristia che presiederò alle ore 17.00 nella Chiesa di S. Francesco, a Fermo, vi invito tutti ad un tempo di adorazione eucaristica.  …”

 

2) Sempre il Vescovo: “Vogliamo continuare un accompagnamento e una stretta relazione con gli organismi di partecipazione parrocchiali. … Invito tutti i membri degli organismi di partecipazione parrocchiali a ritrovarsi nelle proprie vicarie nel mese di Settembre con il Segretario Generale di Curia e gli Uffici pastorali, per avviare in sintonia con il cammino della Chiesa tutta, l’Anno pastorale, e verso la fine dell’Anno Pastorale (fine maggio - inizi giugno) per di una verifica in vista della raccolta di indicazioni utili per la prosecuzione del cammino.

 

3) La domenica successiva, la terza di Avvento, (il Papa nella Misericordiae Vultus, n. 3) stabilisco che in ogni Chiesa particolare, nella Cattedrale, che è la Chiesa madre per tutti i fedeli, oppure nella Concattedrale o in una Chiesa di particolare significato, si apra per tutto l’Anno Santo una uguale porta della misericordia”. Raccogliendo l’indicazione di Papa Francesco ci ritroveremo tutti Domenica 13 Dicembre alle ore 17.00 a Fermo, nella nostra Chiesa Cattedrale, dove sarà aperta la “porta della misericordia”. Essa è l’unica porta della misericordia per la nostra Arcidiocesi. Desidero che questo Anno Santo ci faccia crescere nella dimensione della comunione e della diocesanità.

Spero che ogni comunità parrocchiale, aiutata dal parroco, senta sempre più l’appartenenza e la sollecitudine verso le altre comunità parrocchiali, così come spero cresca sempre più l’interazione, la comunione e la collaborazione tra le parrocchie della medesima unità pastorale o vicaria, soprattutto nel servizio ai giovani e ai poveri nonché nell’accompagnamento alle famiglie. A volte anche qualche segno concreto può educare: se il 13 Dicembre le parrocchie non celebrassero la messa vespertina per convergere tutti nella Chiesa Cattedrale, ritengo sarebbe una buona cosa.

 

4) Invito poi ogni vicaria o unità pastorale, nella forma che si ritiene più opportuna, così come ogni associazione e movimento ecclesiale, a vivere in una sera del mese di Maggio un pellegrinaggio nella Chiesa Cattedrale, dedicata alla nostra patrona, Maria SS.ma Assunta in cielo, per la preghiera del Rosario.

Ci sono anche segni più ardui, impegnativi ed efficaci. Ad esempio, qualche tempo fa, scrissi ai parroci che l’attuale crisi economica può essere affrontata anche come invito ad un impegno per una maggiore perequazione tra le parrocchie: quale segno più concreto della misericordia di una parrocchia che in questo momento possiede qualcosa da donare o prestare ad una parrocchia che in questo momento non riesce forse a far fronte all’ordinarietà o deve assumere onerosi impegni economici? Non significa anche questo vivere lo spirito dell’anno giubilare?

 

5) La chiusura dell'Anno santo nelle basiliche e nelle Chiese locali è prevista per domenica 13 Novembre. Perciò la nostra Chiesa locale vivrà la chiusura del giubileo domenica 13 Novembre 2016 alle h.17,00 presso la Chiesa Cattedrale.

 

 

ATTENZIONI PARTICOLARI

 

>> La misericordia ricevuta ci dia la forza di intraprendere percorsi di riconciliazione nella nostra Chiesa locale tra presbiteri, tra presbiteri e diaconi, tra presbiteri e fratelli e sorelle laici, tra comunità parrocchiali e associazioni e movimenti, tra comunità parrocchiali e Curia, tra comunità di vita consacrata e Chiesa locale, per la valorizzazione dei carismi, personali e comunitari, che lo Spirito continua a suscitare nel nostro tempo.

 

>> A proposito di vita consacrata, non esito a pensare che l’incrocio e la parziale sovrapposizione tra Anno della Vita consacrata e Anno della Misericordia abbia un significato profetico.

Il pensiero va ai Figli dell’Amore Misericordioso. Hanno appena 64 anni di vita. Qui sono stati generati. L’incontro tra il carisma della Beata Madre Speranza, don E. Ricci e Mons. Norberto Perini, nel tessuto della nostra diocesi, ha generato, fra l’altro, quel “piccolo/grande segno” dell’Istituto “Artigianelli” che oggi è tornato a rappresentare una autentica speranza per quei “nuovi poveri” che sono i giovani. Non solo. Se torniamo agli inizi, mi è stato narrato che diversi sacerdoti e seminaristi furono contagiati, e alcuni lo sono tuttora, dal carisma dell’Amore misericordioso.

 

>> Lo Spirito anche di recente ha continuato a suscitare nuovi carismi di misericordia: dall’Ordo virginum ai “monaci diocesani”, dagli “eremiti o semi-eremiti diocesani” alle Piccole Sorelle Jesus Caritas. Queste, forti del carisma del Beato Charles De Foucauld, nella loro “piccolezza” non hanno esitato a vivere l’assoluto di Dio (che è la misericordia) e la fraternità universale nell’abbraccio misericordioso verso i fratelli rifugiati, di ogni credo e di diverse nazioni, approdati tra noi confidando, di certo inconsapevolmente, nella nostra misericordia.

 

>> Ai diaconi che rappresentano la più rilevante novità nell’orizzonte del ministero ordinato, anche per la nostra Chiesa fermana, mi limito a rammentare ciò che il loro Direttorio attesta circa lo spirito di carità: “La sollecitudine fraterna della carità avvierà il diacono a diventare animatore e coordinatore delle iniziative di misericordia spirituale e corporale, quasi segno vivente della carità di Cristo” (Direttorio per il ministero e la vita dei diaconi permanenti, n. 70). Da queste parole si desume che il “munus” del diacono non risponde alle esigenze della carità se si limita a forme di assistenzialismo (un diacono non vale per ciò che fa). Egli dovrà rendere visibile la carità di Cristo.

 

>> “Il pellegrinaggio è un segno peculiare dell’Anno Santo, perché è icona del cammino che ogni persona compie nella sua esistenza ... Il Signore Gesù indica le tappe del pellegrinaggio attraverso cui è possibile raggiungere questa meta: «Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato»” (Misericordiae Vultus, nn. 14-15). Pensando alle relazioni interne alle famiglie, alle nostre comunità parrocchiali, ai nostri paesi o città, a parrocchie della medesima unità pastorale, come si può concretizzare il segno del pellegrinaggio nel territorio delle vicarie o unità pastorali? Si può vivere un pellegrinaggio fisico verso un santuario presente nel territorio, nell’intento di concretizzare le tre tappe che ci ricorda il Papa, non condannare, perdonare, dare, magari prevedendo che l’ultima sosta possa essere vissuta nel pellegrinaggio alla Cattedrale nel mese di Maggio.

 

>> “La Quaresima di questo Anno Giubilare sia vissuta più intensamente come momento forte per celebrare e sperimentare la misericordia di Dio ... L’iniziativa «24 ore per il Signore», da celebrarsi nel venerdì e sabato che precedono la IV domenica di Quaresima, è da incrementare nelle diocesi. Tante persone si stanno riavvicinando al sacramento della Riconciliazione e tra questi molti giovani, che in tale esperienza ritrovano spesso il cammino per ritornare al Signore, per vivere un momento di intensa preghiera e riscoprire il senso della propria vita?” (Misericordiae Vultus, n. 17). Come vivere più intensamente nelle nostre parrocchie il prossimo tempo di Quaresima? Possiamo far sì che in ogni vicaria o unità pastorale ci sia un luogo (santuario o chiesa) sempre o maggiormente aperto in cui poter praticare la Lectio divina comunitaria, celebrare il sacramento della penitenza con assiduità, poter trovare qualcuno (una coppia, un diacono ...) disponibile per l’ascolto e poter sostare in adorazione davanti al Santissimo Sacramento esposto? Possiamo in ogni Vicaria o unità pastorale far sì che si possa realizzare quest’anno l’iniziativa «24 ore per il Signore»? Quale accompagnamento formativo oggi può rendersi necessario perché gli adulti riscoprano o celebrino meglio il sacramento della penitenza?

 

>> Nei venerdì di Quaresima, predicherò i Quaresimali nella Chiesa Cattedrale, come esercizi spirituali rivolti al Popolo di Dio, concentrando la meditazione sulle opere di misericordia. Dice Papa Francesco: “È il mio vivo desiderio che il popolo cristiano rifletta durante il Giubileo sulle opere di misericordia corporale e spirituale” (Misericordiae Vultus, n. 15). Come possiamo aiutare noi stessi e i fedeli delle nostre parrocchie a vivere in maniera personale e comunitaria le opere di misericordia corporale e spirituale? Quali possibilità si presentano nelle nostre parrocchie, o a livello di vicaria o di unità pastorale? Quali iniziative possiamo incrementare o generare, mediante la Caritas diocesana? …

 

>> Domenica 12 giugno 2016, nella Chiesa cattedrale a Fermo, vorrei incontrare tutte le Confraternite della nostra arcidiocesi, molte delle quali sono nate proprio per vivere ed esercitare le opere di misericordia.

 

>> Maria Ss.ma Assunta in cielo, patrona della nostra Chiesa fermana che veneriamo come prima discepola del Figlio, nella partecipazione - come “Madonna del Pianto”- ai suoi dolori, proprio passando attraverso la condivisione con la sofferenza del Crocifisso-Risorto ha conosciuto e appreso la misericordia. Non solo. È divenuta Madre della Misericordia. I nostri padri, a partire dal XIV° secolo, hanno riconosciuto in Lei la “testimone fedele” della misericordia: liberati dal male, hanno innalzato, nel tempo, ben quattro chiese per mostrare gratitudine e sostare in preghiera.

 

>>Non mi dispiacerebbe se il nostro Santuario della Madonna della Misericordia (custodito con dedizione esemplare dai PP. Agostiniani) diventasse la tappa dell’esperienza della Riconciliazione sacramentale per comunità parrocchiali e gruppi di fedeli che salgono in pellegrinaggio verso il “monte” dove si erge la nostra Cattedrale con la sua “Porta santa della misericordia”.

 

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Consentitemi, infine di riproporre una antica Preghiera alla Madonna della Misericordia che da tempo immemorabile è sulle labbra e nel cuore di chi ci ha preceduto nella venerazione alla Mater misericordiarum:

 

Santissima Vergine, Madre di Misericordia, volgi uno sguardo di bontà a quelli che soffrono, a quelli che lottano contro le difficoltà e che sono continuamente provati dalle amarezze della vita. Abbi pietà di coloro che non sanno amare, di quelli che sono deboli nella fede, di quelli che piangono, di quelli che non credono, di quelli che hanno bisogno di clemenza. Dona a tutti la speranza e la pace. Amen.

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