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“TRADITIO CRUCIS” IL SEGNO DEI CRISTIANI
Da domenica 29 marzo 2015
A giovedì 30 aprile 2015
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In ogni tempo, ma soprattutto nel tempo di oggi, Cristo cerca veri testimoni. Siamo chiamati tutti ad essere testimoni della vita, della passione, morte e resurrezione di Cristo. Anche testimoni della sua Croce, che è il più grande segno dell'amore di Dio. Dice S. Agostino: "Colui che ci ha creati, per permetterci di tornare a Lui attraversando il mare che ci separa da Lui, vista la nostra impotenza, ha mandato il Figlio a prenderci e trasportarci sulla sua nave, la Croce".

La Croce è dunque l'unico traghetto che ci aiuta, la tavola su cui possiamo attraversare il grande mare che solo apparentemente ci tiene lontani da Dio Padre.

TRADITIO CRUCIS”

IL SEGNO DEI CRISTIANI

 

 

Nell'Omelia il Celebrante sottolinea l'importanza della Croce come Segno che qualifica, caratterizza, distingue, ma anche come il Segno che ricorda ogni volta la nostra vocazione di Credenti: accogliere la CROCE DI CRISTO come lo strumento (e quindi la scelta indispensabile) per la salvezza in tutte le azioni di tutta la vita.  

Essa rappresenta per noi l'Amore che si dona in Cristo morto e risorto.

 

 

DOPO IL CREDO DELLA COMUNITA'

 

Guida: In ogni tempo, ma soprattutto nel tempo di oggi, Cristo cerca veri testimoni. Siamo chiamati tutti ad essere testimoni della vita, della passione, morte e resurrezione di Cristo. Anche testimoni della sua Croce, che è il più grande segno dell'amore di Dio. Dice S. Agostino: "Colui che ci ha creati, per permetterci di tornare a Lui attraversando il mare che ci separa da Lui, vista la nostra impotenza, ha mandato il Figlio a prenderci e trasportarci sulla sua nave, la Croce".

La Croce è dunque l'unico traghetto che ci aiuta, la tavola su cui possiamo attraversare il grande mare che solo apparentemente ci tiene lontani da Dio Padre.

Questa Croce santa e salvifica oggi noi consegnamo ai piccoli. E’ troppo presto per capirne tutti i significati? Tocca a noi grandi, genitori – educatori – catechisti ad aiutarli, con le nostre parole ma sopratutto con la testimonianza di coerenza, di offerta, di sofferenza e di amore.

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I fanciulli, con i loro genitori, sono chiamati per nome al centro della chiesa con queste parole o con altre simili: Ora dunque, carissimi ragazzi, avvicinatevi con i genitori che sono i garanti della vostra fede per ricevere il segno della vostra condizione di discepoli di Cristo.

 

Il celebrante, a mani giunte, dice:

Padre clementissimo, ti ringraziamo per questi tuoi e nostri piccoli, perché hanno già cercato te obbedendo agli insistenti inviti del tuo amore, e davanti a noi hanno risposto alla tua chiamata. Per questo, o Signore tutti ti lodiamo e ti benediciamo.

Tutti : Ti lodiamo e ti benediciamo, Signore.

 

Celebrante:

Carissimi ragazzi, pur stando solo all'inizio del vostro cammino di Iniziazione Cristiana, avete già riconosciuto che Cristo Gesù è la nostra vita e la nostra speranza. E ora, perché possiate diventare sempre più veri cristiani, io, e insieme con me i vostri catechisti, vi segnerò con il segno della croce di Cristo.  Tutta la comunità vi circonderà con il suo affetto e vi assisterà con il suo aiuto.

 

Quindi il celebrante traccia il segno della croce su tutto il gruppo dicendo:

Ricevete la croce sulla fronte: Cristo stesso vi protegge con il segno del suo amore. Imparate ora a conoscerlo e a seguirlo.

I ragazzi tracciano un piccolo segno della croce sulla fronte e proclamano: Gloria a te, o Signore.

 

Ricevete il segno della croce sugli orecchi per ascoltare la voce del Signore.

I ragazzi tracciano un segno della croce sugli orecchi e proclamano: Gloria a te, o Signore.

 

Ricevete il segno della croce sugli occhi, per vedere lo splendore del volto di Dio.

I ragazzi tracciano un segno della croce sugli occhi e proclamano: Gloria a te, o Signore.

 

Ricevete il segno della croce sulla bocca, per rispondere alla parola di Dio.

I ragazzi tracciano un piccolo segno della croce sulla bocca e proclamano: Gloria a te, o Signore.

 

Ricevete il segno della croce sul petto, perché Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori.

I ragazzi tracciano un piccolo segno della croce sul petto e proclamano: Gloria a te, o Signore.

 

Ricevete il segno della croce sulle spalle, per sostenere il giogo soave di Cristo.

I ragazzi tracciano un segno della croce su ambedue le spalle e proclamano: Gloria a te, o Signore.

 

Poi il celebrante traccia su di essi il segno della croce, senza toccarli, e dice:

Ed ora io stesso, e con me i genitori e I due catechisti cui la nostra comunità vi ha affidati, vi segniamo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, perché abbiate la vita nei secoli dei secoli.

Tutti: Amen.

 

I catechisti si avvicinano ai ragazzi e li segnano in fronte uno per uno.

 

Celebrante: Preghiamo.

Dio onnipotente, che per mezzo della croce e della risurrezione del tuo Figlio, hai donato la vita al tuo popolo, concedi che questi fratelli, che abbiamo segnato con il segno della croce, seguendo gli esempi del Cristo, attingano da essa la forza che salva e con l'esempio della loro vita ne rendano testimonianza. Circondati dall'affetto e dall'esempio di questa comunità, diventino sempre di più capaci di imitare il Cristo tuo figlio fino alla maturità della fede.

Egli vive e regna nei secoli dei secoli

 

Tutti: Amen.

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Al termine del Rito, gli adulti presenti, genitori e garanti, oppure un loro rappresentante, se ritenuto opportuno,  possono proclamare le bellissime parole del poeta libanese Gibran Kahlil Gibran, offrendo così la loro ...

 

TESTIMONIANZA DI FEDE NELLA CROCE

 

“Come l'amore ci incorona, così ci crocifigge

e come  ci matura, così ci poterà.

Come sale sulla nostra cima

e accarezza i rami che fremono più teneri nel sole,

così discenderà alle nostre radici,

e laggiù le scuoterà dove più forti aderiscono alla terra.

Ci  accoglie in sé, come covoni di grano:

ci batte finché non saremo spogli,

ci staccia  per liberarci dai resti inutili,

ci macina per farci farina,

ci plasma finché non siamo cedevoli alle mani,

ci consegna al suo sacro fuoco,  perché possiamo divenire

pane sacro della mensa di Dio.”                                                 

                                                                                        (Gibran Kahlil Gibran)

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